giovedì, 19 novembre 2009

Charlotte Gainsbourg and Beck: Heaven Can Wait
 

Ecco, io ci sono andata totalmente in fissa. Beck is back. Lov lov lov. Per la cronaca, qui potete effettuare il download gratuito. E poi non dite che non vi voglio bene. Lo so che questo blog è alla deriva come il cervello della sua titolare, ma i concetti di pietas e clemenza che vi hanno spiegato quando eravate ragazzetti dovranno pur servire a qualcosa, quindi non infierite troppo, ok?

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categoria:musica
sabato, 31 ottobre 2009
Qui seduta con i pensieri incrociati riprendo le fila di un discorso che a qualcuno sembrava chiuso, o più semplicemente messo nel congelatore, a prendere freddo e a ricoprirsi di una patina bianca e scivolosa. E invece. Già già. Viva, vegeta, vegetale, ancora carnivora e cannibale, autolesionista fino al midollo. Pronta a rimangiarsi parole, a ingoiare liquidi e polvere e a smagliare le calze con le unghie tagliate male. Mi è spuntato un sorriso, l'ho innaffiato per farlo crescere e per coglierlo solo al momento giusto: quindi è ancora lì, si vede e non si vede, ma io so che c'è. E non ho fretta, ho aspettato tanto un segno che ora che c'è, beh, mi godo gli embrioni e sospiro pensando che le cose belle, ogni tanto, capitano. Come capitano le persone belle, quelle che arrivano al momento sbagliato e sembrano fatte apposta per incasinarti l'esistenza.
Vivere in una città che non è la tua chiede una grossa ipoteca sulla tua testa, rischio ogni giorno che Milano ne pretenda l'esecuzione forzata, ma questa non ha ancora avuto il mio scalpo. Ne rido, ne sono felice. Flore faune fiumi laghi centrali elettriche, anagrammi melodrammi compongono l'onomastica delle strade dei miei pensieri, e c'è ancora troppa confusione per dirvi che direzione ho preso. Ma mi è tornata la curiosità, e soprattutto la voglia di raccontarvelo.
Brindo a chi ha avuto la pazienza di aspettarmi, di cercarmi e di tenermi in vita con parole baci e rimproveri, che mi hanno fatto bene. Forse giriamo pagina.

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categoria:milano, personale, deliri vari
sabato, 22 agosto 2009

Ho sempre sognato di fare la venditrice di pozzanghere. È un lavoro che ti permette di stare a contatto con la gente, di non morire asciugati dalle centrifughe asettiche degli uffici, che apre al confronto con popoli e culture. Viaggi tanto, motivato da sani principi e da solida etica esportatrice di opportunità. E poi c'è l'acqua, naturalmente: filo conduttore dei miei giorni, è quello che più mi manca in quest'assolata finestate (speriamo, direi!) milanese. Penso a quanto potrebbe essere bello prendere grandi pozze di pioggia, qualche etto di fango da mescolare per bene, un sacchetto di pietre e qualche foglia morta a rendere tutto più credibile. E portarlo altrove, lì dove serve.
Cominciando da Milano.
Che ce ne vuole una in zona Moscova, sotto quegli improponibili manifesti pubblicitari che comprendono Lapo Gesù Cristo, una mucca dopata e mignottone coi capelli cotonati. Degni corollari di locali alla moda, case di vips e di una birra a nove euri.
Ma le pozzanghere, dicevo. Immaginate che belli, gli schizzi di fango sugli ambiti abiti di chi può. E noi, che non possiamo, a girare in bicicletta e a passare in mezzo all'acqua togliendo i piedi dai pedali. Noi a ridere e qualcuno a bestemmiare.

Ti viene mai compagna
la voglia di rinascere
su un camioncino diretto
espresso o accelerato.

Lasciandoti alle spalle
l'odore acido dei giorni
in cui devi filtrare
il tuo senso come il tè
e il carico gravoso delle nuvole
in gobba a fardelli in cui nascondi
con stanchezza tuo padre e tuo figlio,
l'amore che non hai.

Ti viene mai, ti viene mai, ti viene mai...

Sì, è vero ogni tanto mi viene, la voglia di tornare. Allora sto lì, zitta zitta, ad aspettare che passi.

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categoria:musica, milano, vacanze, personale, deliri vari
domenica, 09 agosto 2009
Fa male ammettere che al momento (?) vincono 3 a zero.



PS. Sono viva, e la cosa ha dell'incredibile. E, cosa ancor più bizzarra, sto quasi bene.
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categoria:musica, politica, attualità
sabato, 27 giugno 2009
100_0135
Indovinate chi è Vic e chi è Ste?

Qui son giorni di cambiamenti epocali, di lacrime e ostriche, di tacchi alti e di ricordi stupidi, di cori stonati e di canzoni per decerebrati. Qui la gente compie scelte che ti cambiano la vita, mentre la sottoscritta non sa decidere il colore dello smalto. Qui ci sono chilometri e chilometri di distanza, qui c'è il passato che passa, il presente che pressa e il futuro che tarda ad arrivare.
Io ci sto provando, lo giuro, e se oggi sono quella che sono (una che da piccola voleva passare per maschio, ma poi le son cresciute le tette e nessuno le credeva più) lo devo anche a quella signorina lì. Ah no, cazzo, signora...
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categoria:personale
domenica, 14 giugno 2009

Tema: la mia nuova stanza.
Svolgimento: è bellissima.
L'ho sempre detto che il mio dono è la sintesi, ma per voi farò eccezione. È grande grande e bella bella, col lettone due poltrone e un armadione. Grande la cura dei dettagli: tappeto rosso, tenda rossa, lampada rossa. Lenzuola, a voi la scelta del colore. Il tavolo per questo pc è ancora sotto il letto, Dave Ikea deve ancora essere montato e si accettano volontari per farlo. Se nella stessa settimana cambi casa, compi gli anni e decidi che hai perso troppo tempo a cercare gli stessi occhi in giro per Milano, beh, sei autorizzato a pensare ai concetti di svolta, cambiamento, presa di coscienza e ritorno a se stessi. Tutte fantastiche teorie che nella pratica prevedono: sconforto, consapevolezza dei propri limiti esistenziali, pianti ingoiati insieme al lattice del cuscino preso a morsi, telefonate sul depresso andante e cazziatoni immani dal capo che vede la tua produttività in down. Come darle torto, direte voi, se nemmeno scrivi su questo cazzo di blog.
Lo so lo so.
Ieri ero sull'autobus e un tizio (pure caruccio, a dire la verità) mi ha squadrata per dieci minuti buoni. Mi guardava e sorrideva. Quando è dovuto scendere mi ha fatto un largo sorriso, e ha continuato a fissarmi mentre scendeva i gradini. Col risultato che è sbattuto su di un palo. Deve essersi fatto maluccio, il poveretto.
Mi sa che devo ricominciare da qui, dai sorrisi sulla 90 e dal tavolino dell'Ikea. È pur sempre un inizio, no?

N.B.: il titolo è ingannevole, I know, perché la mia intenzione iniziale di raccontarvi il MiAmi (viste due serate su 3, ho vinto qualche cosa?) è andata a farsi amabilmente fottere dalle conseguenze che quei due giorni hanno avuto nella mia vita. Quindi, se proprio ci tenete, vi dico che la cosa più bella è stata Dente, che avevo visto neanche due settimane fa al secret concert. Per i Ministri non ho più l'età, per il Linea 77 non ho più il fisico. Mi son persa Giorgio Canali e le sue Nuvole senza Messico, ma tre giorni di fila erano davvero troppo...

NBB: non ve l'ho detto, ma ve lo dico. Non ho votato. Se Nichi & Co non sono arrivati al 4% è anche colpa mia. Non chiedetemi perchè, non fatemi notare che la mia vena politicante e pasionaria è ormai finita sotto un tram di Milano. Non me lo dite perchè potrei provare a difendermi, ma stavolta avete ragione voi.

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categoria:musica, milano, personale, deliri vari
domenica, 31 maggio 2009
Dio, quanta musica! Ho deciso che la terapia d'urto a questi giorni ansiotici e prepotenti mi vedrà ricorrere alla mia fidata compagna, per scuotere il cervello, ubriacare le ossa e farmi ridere come ai vecchi tempi. Quindi, prima regola: vale tutto. Vale il rockerroll, vale il pop, valgono le urla arrabbiate di chi sa come mi sento. Vale la new wave, valgono le cover, vale il folk islandese e i cantanti con i pantaloni troppo stretti. E soprattutto valgono i live, quelli segreti, quelli palesi, quelli seduti sull'erba e quelli sulle poltrone dei teatri. Valgono i Perturbazione che sbagliano a cantare Guccini ma noi li perdoniamo, valgono i Nouvelle Vague che cantano i Joy Division, Valgono i Giardini di Mirò che ti riportano agli anni Venti – con immenso giubilo e mani devastate dal troppo battere le mani con il mio anellone – valgono Dente e la sua ironia. Vale il Miami che arriva, nonostante un cartellone non esaltante. Vale questo PC, che passa amabilmente dagli Zu ai TV on The Radio senza fare lo schizzinoso. E poi valgo io, che sono più importante di qualsiasi cosa.

Che nessun male è obbligatorio.



Se mi volete trovare, cercatemi in giro: mi troverete a ballare, con i miei ricci annodati male che fa caldo, proprio in mezzo al casino. Qui c'è gente che ha bisogno di divertirsi!

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categoria:musica, milano, personale
venerdì, 15 maggio 2009

ok, ma quando cominciano?


morganella brown

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categoria:ma dico io
domenica, 03 maggio 2009
Ieri mi hanno spiegato che leccare le ferite altrui porta solo a prendere infezioni.

Ieri mi hanno raccontato che il dolore va attraversato, che farlo a pezzi piccoli piccoli e chiuderlo in una scatola, come faccio io, non serve a niente.

Ieri ho visto come stare male ti renda unico. E il concetto di empatia è una immane cazzata raccontata dai boy scout.

Ieri ho raccontato ad uno sconosciuto cos’ho nella pancia.

Ieri ho tremato, ho evitato gli sguardi, ho avuto paura di quello che sono.

Ieri non ho pianto, perché non sono capace di farlo. E la catarsi è lontana da arrivare.

 

Oggi sono qui. Respiro a piccoli sorsi. Mi fa male la pancia e ho gli occhi un po’ lucidi. Forse devo farmi vedere da uno bravo.
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categoria:roma, seghe mentali, deliri vari
domenica, 29 marzo 2009

Ho fatto a pezzi piccoli piccoli le mie ore e i giorni, nel patetico tentativo di farli durare di più, di dilatare o accorciare il tempo a mio silly piacimento... il risultato è che è arrivata la primavera, la benedettamaledetta primavera che ci ha regalato questi due giorni di pioggia inutile e arruffacapelli. Un bel concerto ha contribuito a complicarmi l'esistenza, mettendo in mostra ridicoli triangoli con i vertici che non si incontreranno mai. Ma tant'è. Dovrei dare il mio sommo parere alla nascita del partito Nuovo, del partito unico, del partito delle risposte a tutte le nostre domande. Ma l'inedia mi assale. E insieme a lei, anche tu, con i tuoi malcelati tentativi di infilarti nella mia vita. Solo che l'indifferenza vince sulla curiosità, e mi racconta già come andrà a finire. Noia sacrificale, cantava qualcuno.

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categoria:personale, seghe mentali, attualità, ma dico io