sabato, 27 giugno 2009
100_0135
Indovinate chi è Vic e chi è Ste?

Qui son giorni di cambiamenti epocali, di lacrime e ostriche, di tacchi alti e di ricordi stupidi, di cori stonati e di canzoni per decerebrati. Qui la gente compie scelte che ti cambiano la vita, mentre la sottoscritta non sa decidere il colore dello smalto. Qui ci sono chilometri e chilometri di distanza, qui c'è il passato che passa, il presente che pressa e il futuro che tarda ad arrivare.
Io ci sto provando, lo giuro, e se oggi sono quella che sono (una che da piccola voleva passare per maschio, ma poi le son cresciute le tette e nessuno le credeva più) lo devo anche a quella signorina lì. Ah no, cazzo, signora...
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categoria:personale
domenica, 14 giugno 2009

Tema: la mia nuova stanza.
Svolgimento: è bellissima.
L'ho sempre detto che il mio dono è la sintesi, ma per voi farò eccezione. È grande grande e bella bella, col lettone due poltrone e un armadione. Grande la cura dei dettagli: tappeto rosso, tenda rossa, lampada rossa. Lenzuola, a voi la scelta del colore. Il tavolo per questo pc è ancora sotto il letto, Dave Ikea deve ancora essere montato e si accettano volontari per farlo. Se nella stessa settimana cambi casa, compi gli anni e decidi che hai perso troppo tempo a cercare gli stessi occhi in giro per Milano, beh, sei autorizzato a pensare ai concetti di svolta, cambiamento, presa di coscienza e ritorno a se stessi. Tutte fantastiche teorie che nella pratica prevedono: sconforto, consapevolezza dei propri limiti esistenziali, pianti ingoiati insieme al lattice del cuscino preso a morsi, telefonate sul depresso andante e cazziatoni immani dal capo che vede la tua produttività in down. Come darle torto, direte voi, se nemmeno scrivi su questo cazzo di blog.
Lo so lo so.
Ieri ero sull'autobus e un tizio (pure caruccio, a dire la verità) mi ha squadrata per dieci minuti buoni. Mi guardava e sorrideva. Quando è dovuto scendere mi ha fatto un largo sorriso, e ha continuato a fissarmi mentre scendeva i gradini. Col risultato che è sbattuto su di un palo. Deve essersi fatto maluccio, il poveretto.
Mi sa che devo ricominciare da qui, dai sorrisi sulla 90 e dal tavolino dell'Ikea. È pur sempre un inizio, no?

N.B.: il titolo è ingannevole, I know, perché la mia intenzione iniziale di raccontarvi il MiAmi (viste due serate su 3, ho vinto qualche cosa?) è andata a farsi amabilmente fottere dalle conseguenze che quei due giorni hanno avuto nella mia vita. Quindi, se proprio ci tenete, vi dico che la cosa più bella è stata Dente, che avevo visto neanche due settimane fa al secret concert. Per i Ministri non ho più l'età, per il Linea 77 non ho più il fisico. Mi son persa Giorgio Canali e le sue Nuvole senza Messico, ma tre giorni di fila erano davvero troppo...

NBB: non ve l'ho detto, ma ve lo dico. Non ho votato. Se Nichi & Co non sono arrivati al 4% è anche colpa mia. Non chiedetemi perchè, non fatemi notare che la mia vena politicante e pasionaria è ormai finita sotto un tram di Milano. Non me lo dite perchè potrei provare a difendermi, ma stavolta avete ragione voi.

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categoria:musica, milano, personale, deliri vari
domenica, 31 maggio 2009
Dio, quanta musica! Ho deciso che la terapia d'urto a questi giorni ansiotici e prepotenti mi vedrà ricorrere alla mia fidata compagna, per scuotere il cervello, ubriacare le ossa e farmi ridere come ai vecchi tempi. Quindi, prima regola: vale tutto. Vale il rockerroll, vale il pop, valgono le urla arrabbiate di chi sa come mi sento. Vale la new wave, valgono le cover, vale il folk islandese e i cantanti con i pantaloni troppo stretti. E soprattutto valgono i live, quelli segreti, quelli palesi, quelli seduti sull'erba e quelli sulle poltrone dei teatri. Valgono i Perturbazione che sbagliano a cantare Guccini ma noi li perdoniamo, valgono i Nouvelle Vague che cantano i Joy Division, Valgono i Giardini di Mirò che ti riportano agli anni Venti – con immenso giubilo e mani devastate dal troppo battere le mani con il mio anellone – valgono Dente e la sua ironia. Vale il Miami che arriva, nonostante un cartellone non esaltante. Vale questo PC, che passa amabilmente dagli Zu ai TV on The Radio senza fare lo schizzinoso. E poi valgo io, che sono più importante di qualsiasi cosa.

Che nessun male è obbligatorio.



Se mi volete trovare, cercatemi in giro: mi troverete a ballare, con i miei ricci annodati male che fa caldo, proprio in mezzo al casino. Qui c'è gente che ha bisogno di divertirsi!

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categoria:musica, milano, personale
venerdì, 15 maggio 2009

ok, ma quando cominciano?


morganella brown

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categoria:ma dico io
domenica, 03 maggio 2009
Ieri mi hanno spiegato che leccare le ferite altrui porta solo a prendere infezioni.

Ieri mi hanno raccontato che il dolore va attraversato, che farlo a pezzi piccoli piccoli e chiuderlo in una scatola, come faccio io, non serve a niente.

Ieri ho visto come stare male ti renda unico. E il concetto di empatia è una immane cazzata raccontata dai boy scout.

Ieri ho raccontato ad uno sconosciuto cos’ho nella pancia.

Ieri ho tremato, ho evitato gli sguardi, ho avuto paura di quello che sono.

Ieri non ho pianto, perché non sono capace di farlo. E la catarsi è lontana da arrivare.

 

Oggi sono qui. Respiro a piccoli sorsi. Mi fa male la pancia e ho gli occhi un po’ lucidi. Forse devo farmi vedere da uno bravo.
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categoria:roma, seghe mentali, deliri vari
domenica, 29 marzo 2009

Ho fatto a pezzi piccoli piccoli le mie ore e i giorni, nel patetico tentativo di farli durare di più, di dilatare o accorciare il tempo a mio silly piacimento... il risultato è che è arrivata la primavera, la benedettamaledetta primavera che ci ha regalato questi due giorni di pioggia inutile e arruffacapelli. Un bel concerto ha contribuito a complicarmi l'esistenza, mettendo in mostra ridicoli triangoli con i vertici che non si incontreranno mai. Ma tant'è. Dovrei dare il mio sommo parere alla nascita del partito Nuovo, del partito unico, del partito delle risposte a tutte le nostre domande. Ma l'inedia mi assale. E insieme a lei, anche tu, con i tuoi malcelati tentativi di infilarti nella mia vita. Solo che l'indifferenza vince sulla curiosità, e mi racconta già come andrà a finire. Noia sacrificale, cantava qualcuno.

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categoria:personale, seghe mentali, attualità, ma dico io
domenica, 08 febbraio 2009

Dopo un respiro della durata di un quarto d'ora e dopo un'ora di raccoglimento dei miei neuroni – invitati gentilmente a non scassare la minchia e a non imporre riflessioni balzane e patetiche piuttosto e anziché no – comincio a scrivere questo benedetto post. Post anche nel senso di dopo, di mood alba del giorno dopo. Così ci riprovo, a non tediare più nessuno con le mie menate da cuore infranto. Meglio quelle da portafogli vuoto, visti i tempi. (OK, da un po' mi pagano di più, e io compro più vestiti. Il risultato è che sono sempre al verde, ma almeno ho fatto incetta di saldi.)

Dicevamo? Ah sì, parliamo di cose serie. Di Genova, magari, e della bella mostra su De Andrè realizzata da quei geniacci di Studio Azzurro. Vista nonostante il vento e il freddo della città, e della mia valigia verde fosforescente (era quella che costava meno, anche voi avreste fatto lo stesso, vero?). Più che una mostra, una messa cantata. Che non aggiunge niente a chi conosce Faber tanto da sentirlo un fratello, un amico tanto fragile da vederlo simile a se stesso. Ma ha il potere di evocare, di farti dimenticare che sono passati dieci anni da quel giorno in cui eri in cameretta, e tua mamma ti chiama per mangiare e il TG1 ti dice quello che non ti aspetti, che ti fa restare zitta zitta per due ore, a pensare. Eccomi di nuovo a casa (vestita in maniera indegna, diciamolo) a chiamare il mio ragazzo e a chiedere un conforto che non può arrivare. E che arriva solo dalla musica...

Già, la musica. Sono tornati i Franz Ferdinand, niente da dire se non che non ho ancora capito se ci fanno o ci sono. Però al concerto ci vado, eccome se ci vado...

 

E poi. Quei gran bastardi dei Glasvegas. Che mi ricordano che it's my own cheating heart that makes me cry... stronzi.

 

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categoria:musica, deliri vari, de andrè, recinzioni
lunedì, 26 gennaio 2009



Va bene, va tutto bene. Anche se rabbrividisco a sapere quello che fai, anche se la pelle d'oca è una costante dei miei giorni, anche se so di non bastarti. Va bene, va tutto bene.


Io sono grande e forte, giovane e vecchia allo stesso tempo. E questa cosa strana che si è attaccata allo stomaco è solo un capriccio del mio cervello che si ostina a voler controllare tutto. Infilo sciocchezze una sull'altra come perline di una collana, reagisco al freddo di questi giorni con una sana rassegnazione.

Respiro, sospiro, inspiro ed espiro.

Sono sull'altalena, prima o poi mi toccherà scendere. E adesso metto un punto, perché la vergogna di questa mostra di pateticità sta prevalendo sulla voglia di capirci qualcosa.



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categoria:personale, deliri vari
mercoledì, 31 dicembre 2008
Ci sono, ci sono. Sommersa dai pensieri, i respiri, le paure e qualche risata liberatoria. L’anno che finisce mi ricorda che sono arrivata al 31 senza presentarvi la mia solita classifichina musicale e almeno posso parlare di qualcosa che non siano le mie solite menate… È stato un anno strano, musicalmente parlando, con tanta carne al fuoco, qualche ritorno interessante, qualche delusione (leggi Vinicio, che travestito da epigone del mio Tom Waits non emoziona come fa di solito) e qualche novità tutta italiana. A voi i commenti. Per le paturnie riassuntive del 2008 c’è ancora tempo, non è vero?

1. Elbow - The seldom seen kid (il MIO disco dell’anno, bellobellobello, da mettere a tutto volume mentre la mia coinquilina mi guarda come se fossi una pazza… e poi, elbow non è la parola più sexy che ci sia???)

2. Paolo Benvegnù - Le labbra (io e paolino ci rincorriamo da anni, non sono mai riuscita a vederlo dal vivo nonostante a Milano suoni praticamente tutti i giorni… ma ti prenderò, o se ti prenderò! Dovrò ringraziarti, prima o poi!)

3. Afterhours - I Milanesi Ammazzano il Sabato (qui non c’è storia, l’affetto prevale su ogni considerazione tecnica)

4. dEUS – Vantage point (la sorpresa dell’anno, la sottoscritta cammina sui ceci per tutta Milano per non aver conosciuto prima questo gruppo…)

5. Last Shadow Puppets - The age of understatement (non ho ancora capito se ci fanno o ci sono, ma il mio pc li ha fatti girare parecchio, e vanno premiati)

6.
Nick Cave And The Bad Seeds - Dig Lazarus Dig! (qui la mia adorazione per il Re mi nega ogni forza di paragonare questo disco agli album precedenti. Ma la classe c’è e si sente)

7. Offlaga Disco Pax - Bachelite (Sensibile vale un album intero)

8. Tv on the Radio - Dear science (paura!!)

9. Dente – Le cose che contano (Forse è solo un esaltato che si crede il nuovo Battisti, ma quello che fa lo fa dannatamente bene. Ed è stato l’unico a farmi piangere quest’anno. Anche se la colpa era di un altro uomo.)

10. Le Luci Della Centrale Elettrica - Canzoni Da Spiaggia Deturpata (lodi lodi lodi, tutti osannano il nostro Vasco e io non posso esimermi dal farlo. Adesso lo aspettiamo al varco della maturità. Staremo a vedere)

Fuor di classifica ma degni di nota



11. Diego Mancino – L'evidenza (Devo un favore a loro)

12. Destroyer - Trouble in dreams

13. Yuppie Flu - Fragile Forest

14. Okkervil River - The Stand Ins

15.
Numero 6 – Quando arriva la gente si sente meglio

16. Sons and daughters – This gift

17. Gutter Twins - Saturnalia

18. Hot Chip - Made In The Dark

19. Bon Iver - For Emma, forever ago

20.
Joan as a police woman – To Survive




Dall'elenco mancherebbe un sacco di roba (perlopiù italiana) che non entra in classifica per un soffio e per colpa della solita anarchia che regna nella mia testa. Ora che ci penso, mancano anche i Calexico, spero di non essere punita da chi so io...


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categoria:musica, milano, personale, deliri vari, afterhours, nick cave, recinzioni, finedanno
domenica, 23 novembre 2008


Allora. Barack Obama è l'uomo nero più forte del mondo. La Gelmini l'essere più stupido della terra. Berlusconi ha fatto cucù alla Merkel. È morto Sandrone Curzi, e con lui la mia invidia per tutte le sue certezze. Tutti sono su Facebook, e la sottoscritta, che lo bazzica da un anno, non ce la fa più a cliccare ignore. L'economia va a rotoli, il PD va a rotoli, Forza Italia non esiste più (con buona pace del resto del mondo). Il Petruzzelli riapre, il Petruzzelli non riapre, al G8 di Genova non è successo niente, abbiamo tutti visto male. Cossiga continua a sparlare, Alitalia fallisce ungiornosieunonò, in Congo succede qualcosa, ma a quanto pare non gliene fotte a nessuno.



E poi. Io. Che non riesco a mettermi a dieta, che lavoro come una pazza, che penso e penso e penso e non capisco che sarebbe l'unica cosa da non fare. Che non so buttarmi niente alle spalle, che ho fatto del rimuginare una ragione di vita, che non capisco quando dire di no. Che vivo tutto male, che non mi prendo mai un momento per me. Che guardo a quello che succede nelle università dal pc, e non capisco che cavolo ci faccio in ufficio. Che rimango a Milano, precaria e fantasticamente cocopro, e piano piano ci metto le radici. 

Ecco, fatto breve riassunto delle puntate precedenti. Niente di che, insomma.


Ma sono ancora in piedi, e so' soddisfazioni.





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categoria:politica, milano, personale, deliri vari, attualitÃ